Devi Davvero Usare Filtri Passa-Basso?

Quando si leggono articoli sul mixing e sull’equalizzazione, si sente spesso parlare di aggiungere filtri passa-alto o passa-basso per rendere il suono più pulito, per ripulire le registrazioni da frequenze indesiderate.

Va bene.

Per quanto riguarda il filtraggio delle basse con filtri passa-alto, ha senso. Infatti, senza di essi, i rimbombi del basso, della chitarra, della batteria si mescolerebbero per formare una melma sonora indistinta. Non è il massimo.

Ma cosa dire dei filtri passa-basso, altrimenti noti come LPF (Low Pass Filter)?

Sono davvero utili?

Un filtro passa-basso

PASSA-ALTO E PASSA-BASSO: QUAL È LA DIFFERENZA?

Ci sono spesso alcune confusioni sulla differenza tra questi filtri. Quindi, prima di andare oltre, vi propongo di fare un breve riepilogo.

I filtri di equalizzazione passa-alto e passa-basso

I filtri passa-alto servono ad attenuare le frequenze di un segnale quando queste sono inferiori a una frequenza di taglio scelta (cutoff in inglese). Hanno anche altri nomi:

  • HPF = High Pass Filter
  • LCF = Low Cut Filter
  • Filtro Taglia-Basso (ha senso, alla fine: se lasci passare il segnale sopra una frequenza, è anche come se tagliassi quello sotto una frequenza — dipende dal punto di vista)

Al contrario, i filtri passa-basso servono ad attenuare le frequenze di un segnale quando sono superiori alla frequenza di taglio scelta. Vengono anche chiamati:

  • LPF = Low Pass Filter
  • HCF = High Cut Filter
  • Filtro Taglia-Alto (stessa osservazione di sopra)

Per ciascuno di essi, la pendenza rappresenta la rapidità con cui le frequenze vengono attenuate. È spesso misurata in decibel per ottava (dB/ottava).

QUANDO UTILIZZARE UN LOW PASS FILTER?

Siamo chiari: la maggior parte delle volte, i filtri passa-basso sono inutili e persino da evitare.

Vi spiegherò perché, ma anche in quali situazioni possono essere pratici 🙂

UTILIZZO A LIVELLO MASTER

A volte si sente parlare di aggiungere un filtro passa-basso a livello master.

Purtroppo, è una cattiva idea.

Infatti, le frequenze alte del master sono l’addizione degli armonici e del rumore caratteristico di ciascuno degli strumenti del vostro mix.

Di conseguenza, se il vostro filtro influisce sull’intero mix, questo sembrerà più debole e opaco perché mancherà di aria.

UTILIZZO A LIVELLO PISTE

Se utilizzate un filtro passa-basso su tutte le singole piste, ovviamente, arriverete allo stesso problema descritto in precedenza.

Tuttavia, ci sono diverse situazioni in cui l’aggiunta di un tale filtro sarà efficace.

Ad esempio:

  • Per attenuare il lato digitale/artificiale di alcuni strumenti, in particolare dei sintetizzatori;
  • Per dare più spazio alla voce rimuovendo un po’ d’aria dagli altri strumenti;
  • O più comunemente, per tagliare il fischio o il fruscio degli amplificatori per chitarra. In particolare per tutto ciò che riguarda hard rock/metal dove gli amplificatori generano un alto guadagno.

Come potete vedere, si tratta di casi molto specifici. La maggior parte delle volte, non avete bisogno di ripulire l’alto del vostro spettro con un Low Pass Filter perché ciò farà perdere “vita” alle vostre registrazioni.

ALTRE OPZIONI CREATIVE

Infine, i filtri passa-basso possono anche rivelarsi utili quando vengono aggiunti su riverberi o delay (posti su piste Send, ovviamente).

Infatti, ciò consente di rendere le riflessioni un po’ meno presenti ma allo stesso tempo più realistiche. E soprattutto, evita di coprire la registrazione grezza con se stessa.

Ecco un esempio audio, utilizzando un estratto della canzone “Believe” del gruppo I Am Cassettes (con il loro gentile permesso).

Prima di tutto, solo la voce e il delay non equalizzato:

La risonanza non è molto naturale. Ma facciamo la stessa cosa ma con un filtro passa-basso impostato a 4.5 kHz (pendenza usuale di 12 dB/ottava) e applicato solo sul delay:

La differenza è netta, vero?

QUALI ALTERNATIVE AI FILTRI PASSE-BASSO?

Esempio di filtro passa-basso risonante
Esempio di filtro risonante

Innanzitutto, invece di utilizzare il filtro passa-basso di base del tuo DAW o del tuo equalizzatore preferito, puoi provare altri filtri con una pendenza più leggera o al contrario molto forte, per un taglio chirurgico delle frequenze.

Un’altra opzione: utilizzare un filtro risonante, che andrà a tagliare sia il fischio del tuo amplificatore per chitarra che il rumore dei piatti della tua traccia di tom, dando al contempo più corpo al tuo strumento.

Esempio di filtro High-Shelf

…Tuttavia, i filtri passa-basso sono spesso un po’ troppo estremi.

Cosa fare allora?

La soluzione è semplice: utilizzare filtri a mensola, noti anche come high-shelf filter.

Infatti, questi ti permetteranno di scolpire le frequenze del tuo mix a piacere ma in modo molto più sottile e soprattutto molto più musicale. Il suono originale sarà rispettato e guadagnerai in realismo.

IN CONCLUSIONE

Avrai capito, in generale, è meglio evitare il più possibile di utilizzare filtri passa-basso a rischio di perdere potenza e chiarezza.

Tranne in casi ben precisi come l’equalizzazione di amplificatori per chitarra, dove questi filtri eccellono.

Detto ciò, non lasciare che questo articolo ti impedisca di sperimentare: il mixaggio dipende anche dalle registrazioni grezze. Se queste contengono troppi alti, allora un LPF potrebbe essere necessario…

E tu, in quale/i situazione/i utilizzi filtri passa-basso? Lascia un commento qui sotto 🙂