Limitatore, Soft e Hard Clipper: Qual è la Differenza?

I limitatori e i clippers sono a volte utili per il mixaggio ma sono soprattutto indispensabili per il mastering.

Infatti, è grazie a loro che possiamo aumentare il volume percepito di un brano per raggiungere, a volontà, quello delle canzoni commerciali che puoi sentire un po’ ovunque.

Essi riducono infatti la gamma dinamica dei tuoi brani, permettendoti in cambio di alzare il livello globale.

Ma conosci la differenza tra i due?

Domanda ancora più precisa: conosci la differenza tra soft clipping e hard clipping?

Se non è così – nessun problema, questo articolo risponderà (e spero nel modo più chiaro possibile) a queste domande :)!

L’Hard Clipper

Dei tre effetti menzionati sopra, l’hard clipping è probabilmente il più facile da comprendere.

Infatti, per ridurre il livello dei picchi (peaks in inglese), il clipper andrà semplicemente a tagliarli a un livello predefinito.

Un po’ come un foglio di carta che si ritaglia, insomma. La prova in immagine:

Funzionamento di un Hard Clipper
L’Hard Clipper ha un taglio netto: tronca il segnale al livello della soglia definita.

Naturalmente, questo tipo di trattamento provoca una distorsione del segnale molto forte, aggressiva, inarmonica.

Di conseguenza, è soprattutto efficace sulle percussioni, poiché il suono di esse è principalmente composto da rumore e non ha una vera tonalità.

L’hard clipping sarà quindi meno rilevabile quando si applica a una cassa chiara rispetto a quando viene utilizzato per una chitarra acustica.

Il Soft Clipper

L’effetto di soft clipping, come suggerisce il nome, funziona un po’ allo stesso modo dell’hard clipping.

Infatti, anche lui andrà a tagliare bruscamente qualsiasi segnale audio che supera un livello dato. Tuttavia, per rendere l’effetto un po’ meno udibile, il segnale sarà addolcito un po’ prima e un po’ dopo il clipping (il taglio), nella stessa idea del regolamento “knee” dei compressori.

In immagine sarà molto più chiaro:

Funzionamento di un Soft Limiter
Il Soft Clipper tronca il segnale al livello della soglia, ma addolcisce il segnale attorno alle zone tagliate.

Naturalmente, questa tecnica genera anche distorsione, con l’apparizione di armoniche dispari.

Come l’hard clipping, funziona molto bene sulle percussioni o per calmare i microfoni durante il mastering.

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Il Limitatore

I limitatori, invece, funzionano in modo molto diverso.

Infatti, sono compressori dotati di un rapporto molto elevato, come 10:1 o 20:1. A volte si parla anche di rapporto infinito ∞:1.

Sui plugin, le impostazioni sono spesso meno numerose rispetto ai compressori, poiché il loro utilizzo è più specifico. Ad esempio, il Classic Master Limiter di Kjaerhus ha solo un pulsante…:

Il limitatore della Kjaerhus Classic Series
Il limitatore della Kjaerhus Classic Series

Con i limitatori, non appena il segnale supera la soglia (Threshold) impostata, verrà compresso. Cioè: attenuato.

Funzionamento di un Limitatore
Il Limitatore non tronca il segnale, ma attenua solo i picchi (crête)

La distorsione indotta è quindi generalmente più bassa, poiché il segnale non viene tagliato e solo il suo livello viene modificato. Ad esempio, supponiamo che tu faccia passare un’onda sinusoidale attraverso un limitatore e che superi la soglia, allora perderà potenza con una distorsione a priori minima.

(Nota che ho scritto “a priori minima”. Infatti, dipende dai plugin o dall’hardware utilizzato — alcuni limitatori hanno più carattere di altri, e naturalmente più limiterai fortemente, più saturerà, è inevitabile…)

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Clipper o Limitatore: quale utilizzare?

Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, il funzionamento di questi effetti è molto diverso.

Quale bisogna utilizzare per il mastering?

Oggettivamente, non ci sono regole assolute. Possiamo definire alcune linee guida:

  • Clipper — Generano una forte distorsione e sono quindi principalmente utilizzati nella musica elettronica/hip-hop o per tagliare i picchi legati a percussioni, che saranno meno sensibili alla denaturazione del suono. Permettono di aggiungere un po’ di aggressività o mordente al suono.
  • Limitatore — Molto più naturali, sono da privilegiare per la musica pop/rock o acustica, per la quale la fedeltà del suono è molto più importante per gli ascoltatori.

Ad esempio, una chitarra acustica i cui picchi sono attenuati con un limitatore sarà molto più piacevole di quella, piena di distorsione, trattata con un clipper. 🙂

Da parte mia, tra l’altro, tendo a preferire i limitatori per il loro lato naturale…

Tuttavia, come spesso in studio, è utile testare entrambi per vedere quale suona meglio. Con il tempo e l’abitudine, prenderete le vostre misure e svilupperete le vostre preferenze.

A volte, scoprirete persino che un limitatore seguito da un clipper è una soluzione ancora più efficace per ridurre la gamma dinamica dei vostri brani!

E voi, quale preferite? Quali plugin di clipping o limiting utilizzate? Lasciate un commento qui sotto.