Hai sentito parlare dei monitor da studio, forse sai che sono il tipo di altoparlanti che si trovano in studio e in home studio… ma vuoi sapere concretamente cosa hanno di speciale questi altoparlanti?
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Definizione dei monitor da studio
Quindi, un monitor da studio, per definizione, cos’è?
Si tratta di un altoparlante che emette suono e ha la particolarità di alterare molto poco il segnale audio.
Detto in un altro modo, i monitor da studio hanno la vocazione di essere rispettosi del segnale audio che riproducono.
Questo si traduce in una risposta in frequenze il più piatta possibile sullo spettro udibile: ci sono ovviamente sempre piccole variazioni, ma generalmente si è nell’ordine di +/- 3dB, il che è piuttosto basso.
In generale, i monitor da studio sono anche poco sensibili alla distorsione, il che si traduce in buone caratteristiche di THD sulle schede tecniche.
Dove si trovano i monitor da studio?
Lo ho già accennato un po’ nell’introduzione: i monitor da studio sono altoparlanti che si trovano principalmente in studio o in home studio.
Per essere precisi, sono generalmente collegati a interfacce audio, o a volte direttamente a console di missaggio.
Detto ciò, capita di vederli in altre situazioni, come installazioni acustiche artistiche o presso audiofili che desiderano altoparlanti molto lineari.
La differenza tra monitor da studio e altoparlanti hi-fi
Certo, ci sono diversi tipi di altoparlanti sul mercato audio:
- altoparlanti portatili bluetooth;
- barre sonore;
- altoparlanti tipo “piccola catena hi-fi”;
- altoparlanti hi-fi da salotto (per musica o cinema);
- monitor da studio (passivi o attivi);
- ecc.
Gli altoparlanti hi-fi, ma anche gli altri tipi di altoparlanti tranne quelli da studio, tendono a essere migliorativi rispetto al suono che riproducono.
In altre parole, hanno una certa colorazione sonora, in particolare nel modo in cui riproducono le frequenze, che fa sì che ascoltando musica con essi, questa tende “a suonare meglio”, a essere più piacevole.
Sebbene alcuni modelli forniscano molti dettagli, rimangono generalmente colorati e quindi relativamente poco onesti rispetto al suono originale, perché lo scopo è fornire un suono piacevole da ascoltare.
I monitor da studio, d’altra parte, hanno la vocazione di essere molto più analitici. Affinché l’ingegnere del suono che lavora con essi possa prendere le migliori decisioni di missaggio possibili, è infatti importante che senta assolutamente tutto e nel modo più neutro possibile.
La conseguenza è che quando si ascolta musica su monitor da studio, a volte è un po’ meno piacevole/divertente/interessante rispetto a quando si ascolta su altoparlanti hi-fi.
Due altoparlanti, due usi.
A cosa servono i monitor da studio, concretamente?
Infatti, quando vengono utilizzati in un contesto di studio o home studio, servono a due obiettivi:
- Forniscono informazioni sulle frequenze, la dinamica e l’immagine stereo che si vogliono le più accurate e analitiche possibili;
- Devono essere il più neutri possibile, affinché i missaggi realizzati su di essi suonino bene su qualsiasi sistema di ascolto.
Su quest’ultimo punto, notiamo che ovviamente il suono dell’altoparlante e la capacità dell’ingegnere del suono di prendere le giuste decisioni dipenderà anche dal trattamento acustico messo nella stanza.
Ma l’idea è proprio questa: il fatto di mixare su monitor neutri fa sì che i missaggi realizzati su di essi siano più equilibrati, il che ottimizzerà il loro suono in modo medio, affinché suonino su qualsiasi altoparlante, in qualsiasi contesto.
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